Villa Arca del Santo, ad Anguillara Veneta, è uno dei luoghi più rappresentativi della storia del territorio e della memoria della comunità locale. Le sue origini affondano nel Quattrocento, quando la tenuta di Anguillara entrò a far parte dei beni della Basilica del Santo di Padova. Da quel momento, questo luogo divenne il centro amministrativo e simbolico di un vastissimo patrimonio agricolo che nei secoli contribuì a trasformare un’area segnata da acque stagnanti e zone vallive in una campagna fertile, abitata e produttiva.
Fu tra il 1660 e il 1665 che venne costruita la vera e propria Villa Arca del Santo, elegante sede dominicale voluta dall’Arca del Santo in una posizione più centrale e facilmente raggiungibile rispetto ai precedenti insediamenti rurali. La villa non era soltanto un edificio di rappresentanza: era il cuore operativo di una gestione agricola lungimirante, il punto di riferimento per il fattore, per i religiosi in visita e per l’intera organizzazione delle possessioni distribuite nel territorio di Anguillara Veneta. Accanto alla villa sorse anche l’oratorio dedicato a Sant’Antonio, ancora oggi profondamente legato alla devozione popolare e alla tradizionale festa del 13 giugno.
Nel corso dei secoli, Villa Arca del Santo ha attraversato epoche, trasformazioni sociali e cambiamenti profondi senza perdere il suo valore identitario. Per generazioni ha rappresentato il legame tra la terra, il lavoro, la spiritualità e la storia di Anguillara Veneta. Dopo una lunga fase di inutilizzo, questo straordinario complesso è tornato al centro dell’attenzione grazie alla Fondazione Scarparo, che lo ha acquistato con l’obiettivo di restituire al paese un bene di enorme importanza storica e affettiva.
L’intervento della Fondazione Scarparo ha segnato una nuova fase per Villa Arca del Santo. L’acquisto della struttura ha permesso di avviare un percorso di recupero e valorizzazione capace di unire tutela del patrimonio, attenzione alla comunità e visione sociale. Restituire dignità a un edificio così simbolico significa infatti non solo conservarne la bellezza architettonica, ma anche riattivarne il significato più profondo: quello di luogo vivo, riconoscibile e condiviso.
Oggi Villa Arca del Santo continua a raccontare una storia unica fatta di radici, territorio e appartenenza. È la testimonianza concreta di come un bene storico possa rinascere grazie a una scelta coraggiosa e sensibile, trasformandosi nuovamente in un punto di riferimento per Anguillara Veneta. Il recupero voluto dalla Fondazione Scarparo rappresenta quindi molto più di un intervento su un immobile: è un gesto di cura verso la memoria del paese e verso un patrimonio che merita di essere custodito, valorizzato e tramandato.





